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Ott
17

Il B-Day: Niccolò Fantini dal Corriere della Sera

Cresce Sul Web la protesta contro il ministro Padoa Schioppa

Ecco il B-day dei giovani italiani

Bamboccioni a chi? Il 1° dicembre giovani in piazza per protestare contro precariato, politica e gerontocrazia

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa (Emblema)

MILANO – Dalla Rete si alza una domanda, che è diretta al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa: «A chi hai detto… bamboccioni?». Dopo anni spesi a ingoiare rospi e indigeste promesse non mantenute, i giovani italiani stanno organizzando una protesta contro le politiche gerontocratiche del Belpaese. Parte tutto dalle dichiarazioni di inizio Ottobre del ministro dell’Economia: l’ormai celebre gaffe sui «bamboccioni» che scelgono di vivere sotto il tetto di mamma e papà per pura convenienza. Da due settimane in molti si chiedono se l’espressione usata dal ministro è un’esatta rappresentazione della realtà italiana. In un libro di recente uscita: «Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni», edito da Mondadori, il Professor Tito Boeri dell’Università Bocconi di Milano, sembra provare coi fatti l’esatto contrario. L’economista spiega come le politiche degli ultimi anni vogliano far pagare la maggior parte dei conti proprio alle generazioni più giovani. Ma, chi vive sulla propria pelle il lavoro precario e mal pagato, gli affitti alle stelle, l’idea di fare un figlio che si allontana anno dopo anno, già lo sapeva. Ecco perché sul Web si sta organizzando, o meglio: auto-organizzando, il B-Day, la giornata d’orgoglio delle giovani generazioni.

L’IDEA – Il Corriere.it ha intervistato l’ideatore della manifestazione: Luca Degli Esposti, 24 anni, che si definisce un «bamboccione» come tanti altri: lavora come webdesigner per una nota azienda di lingerie e vive a Bologna, naturalmente a casa dei genitori. Ecco come spiega l’idea e le finalità che si pone il B-day: «Ho scelto di organizzare il Bamboccione Day perché mi sono sentito particolarmente offeso dalle non felici dichiarazioni di Tommaso Padoa Schioppa. Una manifestazione è un modo, concreto e civile, per dimostrare che siamo bamboccioni non per scelta o filosofia di vita, bensì per costrizione, per forzature che non sono imputabili a nostre scelte personali o generazionali».

IL B-DAY – Sul sito www.cellulotto.org si può aderire alla manifestazione e si può ordinare la maglietta simbolo del B-day, più di 5000 giovani italiani si sono iscritti fino ad ora. L’idea è provocatoria e ironica: la proposta è di manifestare con un indumento che reca la scritta «sono un bamboccione», la maglietta usata sarà poi inviata al Ministero dell’Economia dentro a una busta che indica come oggetto: «Mamma, me la lavi?». E Luca sottolinea: «Voglio dimostrare che di bamboccioni ce ne sono tanti, ma che non stanno bene, non sentono loro questa Italia, questo sistema. La protesta serve a far capire che la situazione è al limite: ci sono pochi soldi, noi giovani ne guadagnamo troppi pochi, con un incentivo pochi euro al mese come facciamo a lasciare la casa d’origine e a crearci una nostra famiglia? Non è questa la strada da percorrere». La maglietta in realtà è solo un pretesto per esserci, per mostrarsi e per manifestare, come precisa l’autore: «Non voglio vendere magliette, voglio solo che si protesti, che si dimostri il malumore. Vorrei vedere tanti coetanei al B-Day: uniti nella protesta, anche a torso nudo».

OBIETTIVI DELLA PROTESTA – L’obiettivo è quello di far parlare dei giovani, anche perché troppo presto si è archiviata la questione, che infatti non è più nell’agenda dei politici e dei grandi media: «Mi auguro che si riesca a portare nelle piazze una buona parte dei milioni di “bamboccioni” che stanotte dormiranno ancora sotto lo stesso tetto dei loro genitori». «Lo scopo principale è di rendere questi milioni di italiani finalmente visibili: nelle strade, nelle piazze, sul Web. Dobbiamo parlare di noi, del nostro malessere, perchè non siamo più disposti a subire: siamo tanti, siamo quasi tutti precari, avremo una pensione fantasma, il nostro futuro è dipinto di nero. Ma non ci scoraggiamo, anzi: pretendiamo di essere ascoltati da chi ci vuole governare, che si muovano e facciano qualcosa di concreto per noi. E non parlo delle elemosine per l’affitto: pochi euro che non servono a niente.»

IL MALUMORE CORRE SU INTERNET – E in effetti navigando tra Blog e siti Web, si nota che la protesta sta montando: i bamboccioni, ormai esausti di politiche che li escludono dai posti di comando, che li rinchiudono in un mercato del lavoro di serie B e con stipendi irrisori, stanno cominciando a muoversi e alzano la voce. Per ora a suon di blog, post e commenti. Tra gli spazi sul Web che cavalcano la protesta o aderiscono all’iniziativa, alcuni fanno dell’odiato epiteto addirittura il proprio indirizzo: www.bamboccioni.com, bamboccioni.splinder.com, bamboccioni.wordpress.com, solo per citarne alcuni.

GENERAZIONE WEB - Siamo alle porte di un prossimo scontro tra generazioni? In questo caso le nuove tecnologie potrebero essere la chiave vincente, come si è anche visto nel recente passato: il mezzo decreta il successo o meno dell’iniziativa. Ecco perché il B-day viene organizzato via Internet, come ribadisce Luca: «L’evento è tutto lasciato nelle mani del Web. Molti contatti stanno arrivando da radio, tv e giornali. Il che non può che farmi piacere. Ma voglio organizzare il tutto tramite il Web, dal basso: è un ottimo mezzo e credo che si potrà organizzare un bell’evento, con tanti partecipanti. » Un messaggio semplice, innovativo ed esplicito ma, come avverete Luca: «non bisogna rimanere con le mani in mano. Altrimenti, se stiamo anche ora in silenzio, dimostreremo di essere davvero solo dei… bamboccioni!».

Niccolò Fantini
15 ottobre 2007(modificato il: 16 ottobre 2007)

Ott
09

“Bamboccioni o precari?” - Intervento di Luca Bolognini

Il ministro si metta nei nostri panni, magari in un reality
Società Aperta Giovani

Cosa ne dite di un nuovo reality show? L’idea è questa: un Ministro (possibilmente dell’economia e con due cognomi); una casa di 50 metri quadri a Roma o Milano - oppure sull’Isola che non c’è, così ritorna giovane come Peter Pan - in affitto (circa 1000 euro al mese più spese, si arriva tranquillamente a 1200); uno stipendio di 1000 euro netti garantiti per 6 mesi (ma il reality deve durare un anno, se perde il lavoro amen, il gioco si farà più divertente) e nessun accesso al patrimonio famigliare; un bonus di affitto di circa 300 euro annuali (ben quasi 30 euro al mese, una media ottimistica tra il minimo di 160 circa e il massimo di 400 e rotti previsti per emancipare i “bamboccioni”). Il protagonista dovrà sopravvivere, ne sarà capace? O finirà per ascoltare e canticchiare disperato la canzone del nostro amico Max Cosmico, che nel suo 1000euroblues fatica a pagarsi una pizza con la sua fidanzata?

Siamo seri, signor Ministro: forse sarà abituato a comodità d’altri tempi, forse la posizione di alta classe dirigente l’ha reso tranquillo e lontano dalle problematiche di necessità delle nuove generazioni, forse conosce solo figli di ministri. Di certo, la sua battuta non è stata semplicemente “infelice”, come in molti si sono limitati a sottolineare, ma anche assolutamente politica: ha evidenziato un indirizzo chiaro, gerontocratico e per nulla attento al dramma del disinvestimento sui giovani nella nostra Italia d’inizio millennio. Invece di proporre e approvare misere (sì misere, inutili e poco rispettose) misure di detrazione fiscale per gli under-30, si organizzi un nuovo welfare a completamento della Legge Biagi, si premino i meriti, si alzi l’età pensionabile da subito, si coinvolgano le banche e si istituiscano fondi di garanzia per la casa e per l’impresa dei più giovani, si rilanci la sana partecipazione alla vita democratica delle nuove ge nerazioni attraverso partiti realmente formativi e rappresentativi, si riduca la spesa per le caste e si aumenti quella per le famiglie neonate (e con neonati). Da mesi, con tanti altri giovani di ogni schieramento, noi di Coalizione Generazionale lo andiamo dicendo con forza (se cerca qualche spunto, non servono costose consulenze né riunioni di gabinetto, può consultare www.coalizionegenerazionale.it e far Tesoro - come nel suo compito :-) - delle idee che difendiamo e diffondiamo). Confidiamo tutti in una folgorazione, magari sulla via dell’Isola che non c’è.

di Luca Bolognini - presidente di Società Aperta Giovani

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