Betty says…
Francesca Spolaor è una donna che viene dallo spazio. Ho avuto la fortuna di conoscerla in questa vita - anche se di sicuro abbiamo fatto conoscenza in qualche vita precedente (nell’800 o giù di lì) - e suoniamo assieme nella band “Max Cosmico e i Suoi Alieni”. E’ una persona speciale, oltre che grandissima artista/musicista/bassista/cantante/amica/…/…/.
Vi invito a leggere questa storia, scritta di suo pugno, e a guardare/ascoltare il video proposto.
Buona lettura e buona visione.
Max Cosmico
“Era una canzone molto bella, quella scritta da Max, con un testo come sempre socialmente iperimpegnato ed il cui titolo denunciava “Sono caduto dallo scalone”. L’ho scoperta per caso, guardando il video casereccio caricato sul suo myspace. Ottimo testo, video simpatico. Ma la musica…quella chitarra malinconica, quel giro bluesy che pare quasi affaticato, mentre le dita di Max inanellano eleganti una nota dietro l’altra, in un’armonia che ti entra nel cervello per la sua struggente semplicità.
E così fu. Guardo e riguardo il video, ascolto infinite volte la sua voce mentre tento di dare forma a delle immagini che quei suoni rievocano, ancora indefinite e confuse nella mia mente.
Max non è molto convinto del brano, quando glie ne parlo storce la bocca in una smorfietta pensierosa e buffa. Allora gli accenno, timidamente, alla possibilità di una “alternate take” ovvero della stessa song su di un testo differente.
Però quel testo non c’era, non ancora. O meglio c’era ma non sapevo dove si fosse cacciato. Lo sentivo dentro, da qualche parte, ma non voleva ancora farsi scovare. Ed io a scervellarmi per abbozzare qualcosa! Invece, buio totale per oltre un mese.
Poi, arriva una tranquilla e fredda domenica pomeriggio di pieno inverno, una delle poche che trascorro nell’ozio del mio comodo lettuccio dalle rosse coperte pelose. Dormo. Ma va detto che i miei sogni, da sempre, oltre che da profumi, colori, inquadrature grandangolari, sono accompagnati da soundtracks che spesso mi rimangono in testa per tutto il giorno seguente. Effetti di una mente borderline, penso. O geniale, al massimo.
Mentre dormo, dicevamo, ecco che prende vita la bluesy song di Max. La sento, da lontano, poi sempre più vicina, sempre più intensa. C’è una donna, nel mio sogno, di cui non ricordo il volto e che mi parla, ma non sento la sua voce, solo quella musica che mi strizza il cuore nell’angoscia. Mi sforzo per di capire cosa mi sta dicendo ma non sento, non sento nulla, questa musica è assordante, fatela smettere perdio….
Mi alzo dal letto in uno strano stato di trance, quando ti pare di essere sveglio ma ti rendi conto che stai ancora dormendo. Prendo dei piccoli foglietti quadrati che di solito utilizzo per appunti veloci, una penna e comincio a scrivere. Per dieci minuti non faccio altro che scrivere a getto continuo, quasi freneticamente. Poi basta. Getto carta e penna e mi faccio un tè.
A sera, mi accorgo che sul tavolo ci sono degli appunti scritti di fretta con una scrittura tutta sbilenca; la mia di solito è tanto precisa e ordinata. Su un bel foglio nuovo e tutto bianco do ordine e forma ai versi che scorrono sotto ai miei occhi e mi torna alla mente quanto accaduto.
Non ho dovuto cambiare nulla, se non una parola su suggerimento di Layla, un’amica di NY, che riteneva il testo più scorrevole con una semplice sostituzione.
Ora, cosa sia accaduto io non lo so. Ma non ho affatto paura.” Francesca Spolaor