Ott
04

Il ruolo dell’arte tra “Moccismo” e “Zero Assoluto”

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Ho sempre rifiutato la teoria di una sorta di complotto dei grandi “centri occulti” di potere (tra cui i mass media), ma guardando la realtà culturale italiana sto cambiando idea.

Siamo letteralmente sommersi, in ogni ambito culturale, di melassa sentimental-popolare, di banalità, di gossip, di insulsaggini, come se vi fosse dietro una volontà politica che mira a lobotomizzarci e a rincoglionirci, anestetizzando qualunque voce fuori dal coro e protesta.

Nell’editoria, nella cinematografia e, ahimè, nella musica, domina la terrificante corrente di quello che io chiamo “Moccismo” (da Moccia, l’autore). L’approccio da “tre metri sopra il cielo”: il trionfo del sentimentalismo a buon mercato - da AutoGrill - e della tematica amorosa/sentimentale/giovanilistica come unica forma di espressione; l’equivalente nella musica sono gli Zero assoluto (e il nome dice tutto…).

Altrochè, siamo “tre metri sotto terra”!

Quando ho iniziato a suonare credevo nel disimpegno dell’artista, nell’arte volutamente “disinteressata e disimpegnata”. Ma di fronte a questa mediocrità e staticità culturale, credo che l’artista, oggi debba essere impegnato, distruttivo, dirompente e “osare”.

A mio avviso, musicalmente è già stato detto e suonato tutto; ci resta l’innovazione del linguaggio e la potenza della parola! Vero? 

Max Cosmico 

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