Set
25

Max Cosmico Vs. “Parental Control”

Stavo per scrivere un inacidito post sulla trasmissione “Parental Control”, in onda su MTV, quando mi sono imbattuto in un ottimo commento in merito sul sito “CIAO! Shopping Intelligence” (che vi invito a leggere qui), il quale mi ha letteralmente “tolto le parole di bocca”.

A margine di questo ottimo commento, vi riporto le mie considerazioni su “Parental Control”.

Trovo che MTV (con questa e altre trasmissioni,  vedi “My sweet 16″, “jackass”, ecc.) stia vergognosamente degrandando la qualità della sua proposta televisiva verso un pubblico di adolescenti lobotomizzati.

Ma ora vi dico quello che mi scandalizza più di tutto.

Vi immaginate la stessa trasmissione, proposta allo stesso orario, ma su reti nazionali come RAI o Mediaset? Con quei sottotitoli ricolmi di parolacce ed espressioni gergali (es: “baciami il ***o”, “sei proprio una p*****a”, “ieri mi sono sc****o tua figlia”, ecc.) fintamente censurate?

Vi immaginate l’inferno che scatenerebbero le varie associazioni tipo CODACONS? Vi immaginate il polverone sollevato da tutte le principali testate nazionali?

Ebbene, perchè questo non succede con MTV??? Forse si ritiene che non abbia la stessa visibilità di RAI e Mediaset? Forse che non si rivolga pericolosamente ed esplicitamente al target più “sensibile” e “plagiabile” di tutti, gli adolescenti?

Assurdo. Mi fa pensare che:

a) queste fantomatiche associazioni a tutela degli ascoltatori sono assolutamente miopi, pronte a starnazzare pe molto meno ma non per situazioni realmente scandalose tipo questa;

b) MTV Italia è una potente lobby in grado di sedare sul nascere qualunque polemica mediatica - non dimentichiamo che MTV Italia è controllata al 51% da TELECOM, la quale è una delle principali aziende inserzioniste in quotidiani e network televisivi, RAI e Mediaset compresi).

Precarially Yours,
Max Cosmico

Mag
26

Precarietà Vs. Flessibilità

Volete la mia opinione sul tema “Precarietà Vs. Flessibilità”? Sicuri? Sicurissimi? Ok. 

La mia equazione è la seguente: la precarietà (in tutti i sensi) è tale quando al lavoro precario è abbinato un basso stipendio (modello verso cui i nostri bravi imprenditorucoli tendono - e qui sta il vero sfruttamento - e qui sta la perdita di produttività del lavoratore - demotivazione - disincentivo a investire sulla propria formazione).

Ben altra cosa è la flessibilità, ovvero un lavoro formalmente e contrattualmente “precario” ma abbinato ad uno stipendio adeguato, agganciato alla produttività prestata dal lavoratore e con i contributi in regola.

Mentre la ricerca della flessibilità, così intesa, è a discrezione sia dell’azienda che del lavoratore (consapevole dei relativi costi/benefici), il precariato è qualcosa che si subisce, è sfruttamento puro del lavoratore, poichè con questo tipo di contratti non viene quasi mai riconosciuto uno stipendio adeguato (e io parlo sia di netto che di contributi - ciò che faranno di me un povero vecchio oltre che un povero giovane adulto).

Precarially Yours,

Max Cosmico

Gen
18

Sarcozy e Carla Bruni

Carissimi giornalisti e organi di informazione, vi scrivo in merito a questa appassionantissima vicenda di Sarcozy e Carla Bruni. E con la pacatezza che mi contraddistingue vi sottopongo questo delicato appello:Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta.
Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta.
Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta. Cazzo, fate basta.

Cordialità,
Max Cosmico

Dic
13

Betty says…

Musica       Share This    Trackback

Francesca Spolaor è una donna che viene dallo spazio. Ho avuto la fortuna di conoscerla in questa vita - anche se di sicuro abbiamo fatto conoscenza in qualche vita precedente (nell’800 o giù di lì) - e suoniamo assieme nella band “Max Cosmico e i Suoi Alieni”. E’ una persona speciale, oltre che grandissima artista/musicista/bassista/cantante/amica/…/…/.

Vi invito a leggere questa storia, scritta di suo pugno, e a guardare/ascoltare il video proposto.

Buona lettura e buona visione.

Max Cosmico

Era una canzone molto bella, quella scritta da Max, con un testo come sempre socialmente iperimpegnato ed il cui titolo denunciava “Sono caduto dallo scalone”. L’ho scoperta per caso, guardando il video casereccio caricato sul suo myspace. Ottimo testo, video simpatico. Ma la musica…quella chitarra malinconica, quel giro bluesy che pare quasi affaticato, mentre le dita di Max inanellano eleganti una nota dietro l’altra, in un’armonia che ti entra nel cervello per la sua struggente semplicità.

E così fu. Guardo e riguardo il video, ascolto infinite volte la sua voce mentre tento di dare forma a delle immagini che quei suoni rievocano, ancora indefinite e confuse nella mia mente.

Max non è molto convinto del brano, quando glie ne parlo storce la bocca in una smorfietta pensierosa e buffa. Allora gli accenno, timidamente, alla possibilità di una “alternate take” ovvero della stessa song su di un testo differente.

Però quel testo non c’era, non ancora. O meglio c’era ma non sapevo dove si fosse cacciato. Lo sentivo dentro, da qualche parte, ma non voleva ancora farsi scovare. Ed io a scervellarmi per abbozzare qualcosa! Invece, buio totale per oltre un mese.

Poi, arriva una tranquilla e fredda domenica pomeriggio di pieno inverno, una delle poche che trascorro nell’ozio del mio comodo lettuccio dalle rosse coperte pelose. Dormo. Ma va detto che i miei sogni, da sempre, oltre che da profumi, colori, inquadrature grandangolari, sono accompagnati da soundtracks che spesso mi rimangono in testa per tutto il giorno seguente. Effetti di una mente borderline, penso. O geniale, al massimo.

Mentre dormo, dicevamo, ecco che prende vita la bluesy song di Max. La sento, da lontano, poi sempre più vicina, sempre più intensa. C’è una donna, nel mio sogno, di cui non ricordo il volto e che mi parla, ma non sento la sua voce, solo quella musica che mi strizza il cuore nell’angoscia. Mi sforzo per di capire cosa mi sta dicendo ma non sento, non sento nulla, questa musica è assordante, fatela smettere perdio….

Mi alzo dal letto in uno strano stato di trance, quando ti pare di essere sveglio ma ti rendi conto che stai ancora dormendo. Prendo dei piccoli foglietti quadrati che di solito utilizzo per appunti veloci, una penna e comincio a scrivere. Per dieci minuti non faccio altro che scrivere a getto continuo, quasi freneticamente. Poi basta. Getto carta e penna e mi faccio un tè.

A sera, mi accorgo che sul tavolo ci sono degli appunti scritti di fretta con una scrittura tutta sbilenca; la mia di solito è tanto precisa e ordinata. Su un bel foglio nuovo e tutto bianco do ordine e forma ai versi che scorrono sotto ai miei occhi e mi torna alla mente quanto accaduto.

Non ho dovuto cambiare nulla, se non una parola su suggerimento di Layla, un’amica di NY, che riteneva il testo più scorrevole con una semplice sostituzione.

Ora, cosa sia accaduto io non lo so. Ma non ho affatto paura.” Francesca Spolaor

Nov
26

Il sito di Riccardo Castelli

O tu che indugi sul mio blog, vedi di indugiare anche su quest’altro sito:
www.riccardocastelli.it

Trattasi del mirabolante sito di Riccardo Castelli, fumettista (a cui devo l’ispirazione per il brano ”L’invasione dei Cazzabubboli”) e regista del videoclip “1000 euro blues”.

Vi troverete alcuni suoi lavori, tra cui le avventure di Buzzman (pubblicato per Underground Press), il supereroe più pericoloso per la terra dopo George W. Bush!

Precarially Yours,

Max Cosmico

Ott
31

Nanni Moretti e “1000 euro blues”

Nicola Principato, mio amico nonchè direttore della fotografia per il videoclip di “1000 euro blues” mi ha segnalato un certo filmato su youtube, credendo fosse un mio parto!E’ un’ottima riproposizione in chiave moderna di una scena di “Bianca”. L’autore è un certo Lorenzo, che saluto, ringrazio per il mio “cameo sonoro” e invito a trovarmi virtualmente.

(cazzo, ma non funziona più l’embed di youtube? o sono io come al solito rincoglionito? Amministratoreeee! Aiutoooo!)
Vabbè, ecco il link:

Precarially Yours,

Max Cosmico

Ott
17

Il B-Day: Niccolò Fantini dal Corriere della Sera

Cresce Sul Web la protesta contro il ministro Padoa Schioppa

Ecco il B-day dei giovani italiani

Bamboccioni a chi? Il 1° dicembre giovani in piazza per protestare contro precariato, politica e gerontocrazia

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa (Emblema)

MILANO – Dalla Rete si alza una domanda, che è diretta al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa: «A chi hai detto… bamboccioni?». Dopo anni spesi a ingoiare rospi e indigeste promesse non mantenute, i giovani italiani stanno organizzando una protesta contro le politiche gerontocratiche del Belpaese. Parte tutto dalle dichiarazioni di inizio Ottobre del ministro dell’Economia: l’ormai celebre gaffe sui «bamboccioni» che scelgono di vivere sotto il tetto di mamma e papà per pura convenienza. Da due settimane in molti si chiedono se l’espressione usata dal ministro è un’esatta rappresentazione della realtà italiana. In un libro di recente uscita: «Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni», edito da Mondadori, il Professor Tito Boeri dell’Università Bocconi di Milano, sembra provare coi fatti l’esatto contrario. L’economista spiega come le politiche degli ultimi anni vogliano far pagare la maggior parte dei conti proprio alle generazioni più giovani. Ma, chi vive sulla propria pelle il lavoro precario e mal pagato, gli affitti alle stelle, l’idea di fare un figlio che si allontana anno dopo anno, già lo sapeva. Ecco perché sul Web si sta organizzando, o meglio: auto-organizzando, il B-Day, la giornata d’orgoglio delle giovani generazioni.

L’IDEA – Il Corriere.it ha intervistato l’ideatore della manifestazione: Luca Degli Esposti, 24 anni, che si definisce un «bamboccione» come tanti altri: lavora come webdesigner per una nota azienda di lingerie e vive a Bologna, naturalmente a casa dei genitori. Ecco come spiega l’idea e le finalità che si pone il B-day: «Ho scelto di organizzare il Bamboccione Day perché mi sono sentito particolarmente offeso dalle non felici dichiarazioni di Tommaso Padoa Schioppa. Una manifestazione è un modo, concreto e civile, per dimostrare che siamo bamboccioni non per scelta o filosofia di vita, bensì per costrizione, per forzature che non sono imputabili a nostre scelte personali o generazionali».

IL B-DAY – Sul sito www.cellulotto.org si può aderire alla manifestazione e si può ordinare la maglietta simbolo del B-day, più di 5000 giovani italiani si sono iscritti fino ad ora. L’idea è provocatoria e ironica: la proposta è di manifestare con un indumento che reca la scritta «sono un bamboccione», la maglietta usata sarà poi inviata al Ministero dell’Economia dentro a una busta che indica come oggetto: «Mamma, me la lavi?». E Luca sottolinea: «Voglio dimostrare che di bamboccioni ce ne sono tanti, ma che non stanno bene, non sentono loro questa Italia, questo sistema. La protesta serve a far capire che la situazione è al limite: ci sono pochi soldi, noi giovani ne guadagnamo troppi pochi, con un incentivo pochi euro al mese come facciamo a lasciare la casa d’origine e a crearci una nostra famiglia? Non è questa la strada da percorrere». La maglietta in realtà è solo un pretesto per esserci, per mostrarsi e per manifestare, come precisa l’autore: «Non voglio vendere magliette, voglio solo che si protesti, che si dimostri il malumore. Vorrei vedere tanti coetanei al B-Day: uniti nella protesta, anche a torso nudo».

OBIETTIVI DELLA PROTESTA – L’obiettivo è quello di far parlare dei giovani, anche perché troppo presto si è archiviata la questione, che infatti non è più nell’agenda dei politici e dei grandi media: «Mi auguro che si riesca a portare nelle piazze una buona parte dei milioni di “bamboccioni” che stanotte dormiranno ancora sotto lo stesso tetto dei loro genitori». «Lo scopo principale è di rendere questi milioni di italiani finalmente visibili: nelle strade, nelle piazze, sul Web. Dobbiamo parlare di noi, del nostro malessere, perchè non siamo più disposti a subire: siamo tanti, siamo quasi tutti precari, avremo una pensione fantasma, il nostro futuro è dipinto di nero. Ma non ci scoraggiamo, anzi: pretendiamo di essere ascoltati da chi ci vuole governare, che si muovano e facciano qualcosa di concreto per noi. E non parlo delle elemosine per l’affitto: pochi euro che non servono a niente.»

IL MALUMORE CORRE SU INTERNET – E in effetti navigando tra Blog e siti Web, si nota che la protesta sta montando: i bamboccioni, ormai esausti di politiche che li escludono dai posti di comando, che li rinchiudono in un mercato del lavoro di serie B e con stipendi irrisori, stanno cominciando a muoversi e alzano la voce. Per ora a suon di blog, post e commenti. Tra gli spazi sul Web che cavalcano la protesta o aderiscono all’iniziativa, alcuni fanno dell’odiato epiteto addirittura il proprio indirizzo: www.bamboccioni.com, bamboccioni.splinder.com, bamboccioni.wordpress.com, solo per citarne alcuni.

GENERAZIONE WEB - Siamo alle porte di un prossimo scontro tra generazioni? In questo caso le nuove tecnologie potrebero essere la chiave vincente, come si è anche visto nel recente passato: il mezzo decreta il successo o meno dell’iniziativa. Ecco perché il B-day viene organizzato via Internet, come ribadisce Luca: «L’evento è tutto lasciato nelle mani del Web. Molti contatti stanno arrivando da radio, tv e giornali. Il che non può che farmi piacere. Ma voglio organizzare il tutto tramite il Web, dal basso: è un ottimo mezzo e credo che si potrà organizzare un bell’evento, con tanti partecipanti. » Un messaggio semplice, innovativo ed esplicito ma, come avverete Luca: «non bisogna rimanere con le mani in mano. Altrimenti, se stiamo anche ora in silenzio, dimostreremo di essere davvero solo dei… bamboccioni!».

Niccolò Fantini
15 ottobre 2007(modificato il: 16 ottobre 2007)

Ott
09

“Bamboccioni o precari?” - Intervento di Luca Bolognini

Il ministro si metta nei nostri panni, magari in un reality
Società Aperta Giovani

Cosa ne dite di un nuovo reality show? L’idea è questa: un Ministro (possibilmente dell’economia e con due cognomi); una casa di 50 metri quadri a Roma o Milano - oppure sull’Isola che non c’è, così ritorna giovane come Peter Pan - in affitto (circa 1000 euro al mese più spese, si arriva tranquillamente a 1200); uno stipendio di 1000 euro netti garantiti per 6 mesi (ma il reality deve durare un anno, se perde il lavoro amen, il gioco si farà più divertente) e nessun accesso al patrimonio famigliare; un bonus di affitto di circa 300 euro annuali (ben quasi 30 euro al mese, una media ottimistica tra il minimo di 160 circa e il massimo di 400 e rotti previsti per emancipare i “bamboccioni”). Il protagonista dovrà sopravvivere, ne sarà capace? O finirà per ascoltare e canticchiare disperato la canzone del nostro amico Max Cosmico, che nel suo 1000euroblues fatica a pagarsi una pizza con la sua fidanzata?

Siamo seri, signor Ministro: forse sarà abituato a comodità d’altri tempi, forse la posizione di alta classe dirigente l’ha reso tranquillo e lontano dalle problematiche di necessità delle nuove generazioni, forse conosce solo figli di ministri. Di certo, la sua battuta non è stata semplicemente “infelice”, come in molti si sono limitati a sottolineare, ma anche assolutamente politica: ha evidenziato un indirizzo chiaro, gerontocratico e per nulla attento al dramma del disinvestimento sui giovani nella nostra Italia d’inizio millennio. Invece di proporre e approvare misere (sì misere, inutili e poco rispettose) misure di detrazione fiscale per gli under-30, si organizzi un nuovo welfare a completamento della Legge Biagi, si premino i meriti, si alzi l’età pensionabile da subito, si coinvolgano le banche e si istituiscano fondi di garanzia per la casa e per l’impresa dei più giovani, si rilanci la sana partecipazione alla vita democratica delle nuove ge nerazioni attraverso partiti realmente formativi e rappresentativi, si riduca la spesa per le caste e si aumenti quella per le famiglie neonate (e con neonati). Da mesi, con tanti altri giovani di ogni schieramento, noi di Coalizione Generazionale lo andiamo dicendo con forza (se cerca qualche spunto, non servono costose consulenze né riunioni di gabinetto, può consultare www.coalizionegenerazionale.it e far Tesoro - come nel suo compito :-) - delle idee che difendiamo e diffondiamo). Confidiamo tutti in una folgorazione, magari sulla via dell’Isola che non c’è.

di Luca Bolognini - presidente di Società Aperta Giovani

Ott
04

Il ruolo dell’arte tra “Moccismo” e “Zero Assoluto”

Ho sempre rifiutato la teoria di una sorta di complotto dei grandi “centri occulti” di potere (tra cui i mass media), ma guardando la realtà culturale italiana sto cambiando idea.

Siamo letteralmente sommersi, in ogni ambito culturale, di melassa sentimental-popolare, di banalità, di gossip, di insulsaggini, come se vi fosse dietro una volontà politica che mira a lobotomizzarci e a rincoglionirci, anestetizzando qualunque voce fuori dal coro e protesta.

Nell’editoria, nella cinematografia e, ahimè, nella musica, domina la terrificante corrente di quello che io chiamo “Moccismo” (da Moccia, l’autore). L’approccio da “tre metri sopra il cielo”: il trionfo del sentimentalismo a buon mercato - da AutoGrill - e della tematica amorosa/sentimentale/giovanilistica come unica forma di espressione; l’equivalente nella musica sono gli Zero assoluto (e il nome dice tutto…).

Altrochè, siamo “tre metri sotto terra”!

Quando ho iniziato a suonare credevo nel disimpegno dell’artista, nell’arte volutamente “disinteressata e disimpegnata”. Ma di fronte a questa mediocrità e staticità culturale, credo che l’artista, oggi debba essere impegnato, distruttivo, dirompente e “osare”.

A mio avviso, musicalmente è già stato detto e suonato tutto; ci resta l’innovazione del linguaggio e la potenza della parola! Vero? 

Max Cosmico 

Ott
02

Salve, terra!

Eccomi.

Finalmente ho anche io il mio blog. Questa è una sorta di prova-prova-prova. Ma anticipo già che sarà un blog ricchissimo (come me), bellissimo (come me), e soprattutto, con un contratto regolare (come me).

Canterò di precariato, di iniziative di fantapolitica, di qultura, di progetti musicali, ecc. ecc. ecc.

Un mio primo pensierino inaugurativo è questo: è strano e quantomeno rischioso scrivere un proprio diario visibile dal mondo intiero e, ancora peggio, dai propri datori di lavoro! :-)

A preztizzimo,

Max Cosmico    

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