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Il mio vero nome è Massimiliano
Colosimo. Max Cosmico è il mio alter ego artistoide.
Sono nato a Mestre
nel 74 e vivo a Rimini dal 78.
Suono la chitarra
da quando avevo circa 15 anni, debuttando con il consueto gruppetto
parrocchiale ("Swindle Blues Band").
Il mio primo vero
gruppo è stato i Thee Hairy Fairies (le Fate
Pelose), con cui ho suonato per circa dieci anni, suonando
spesso dal vivo (anche come gruppo di supporto a Fleshtones, Link
Protrudi dei Fuzztones e Rocket from the Crypt) e incidendo anche
due album, che hanno ricevuto ottime recensioni (Mucchio Selvaggio,
Rockerilla, Rumore...).
Dopo quellesperienza
ho portato avanti qualche collaborazione con musicisti delle mie
parti. Ho suonato con Paul Chain prima e con Paolo Catena poi. Infine,
una breve esperienza con Gabriele Gabrielli (ex cantante degli Hairy
Fairies) e con "Mr. Soul" Teo Dondi, in una band piena
di potenzialità chiamata Sunspots (in onore di Julian Cope)
...ma ora è arrivata la svolta: la mia carriera solista!
Cosa mi ha spinto
a intraprendere questa nuova strada?
Lesasperazione.
Oltre ad essere un grandisssssimo musicista e artista, sono laureato
in economia (con 110, ci credereste?) e ho fatto pure un master...e
tutto questo per cosa? Per lavorare con un micragnoso (ed eterno)
contratto a progetto... Ebbene si! Appartengo alla famosa Generazione
1000 euro, precaria, sfruttata, senza certezze ed aspettative
per il futuro. E allora a questo punto mi sono detto: chi me lo
fa fare? Tanto vale dedicarmi completamente alla mia vera passione,
la musica! E dunque, alla fine, ringrazio la legge Biagi per aver
creato questo contesto di precarietà sistematica in cui quelli
della mia generazione, a questo punto, possono sollevare il capo
chino sul fatturato (degli altri) e buttarsi ad inseguire i propri
sogni.
La mia esasperazione
riguarda anche il panorama musicale italiano. Possibile che non
esista in Italia qualcosa di veramente alternativo, ma senza essere
necessariamente di nicchia o underground
o, peggio ancora, venire etichettato come rock demenziale?
Dov'è finita lironia, la rabbia malinconica, locchio
sarcastico sullattualità? Tutto questo è finito
dopo Rino Gaetano? Oggi gli artisti parlano tutti dei cazzi loro
in modo autoreferenziale e autocelebrativo, scimmiottando gangster
rap americani (con temi improbabili del tipo "mio padre ha
sparato a mia madre, ho passato l'infanzia al riformatorio"
e altre cacate...), oppure sfornando in serie banalità sentimentali
e d'ammmore... Nessuno parla dei veri problemi della nostra generazione,
del precariato, del non arrivare alla fine del mese con lo stipendio,
del non poter offrire la cena alla nostra ragazza, della più
completa disillusione sul futuro...(chi può permettersi di
fare figli??)
Per tutti quelli
che ascoltano la mia musica: sono convinto che oggi non sia laspetto
tecnico a fare la differenza. Ormai chiunque può ottenere
risultati eccezionalmente professionali e da studio di registrazione
con un PC, a casa propria. Io penso che la differenza sia nella
genuinità dei brani, nella loro rudezza, se vogliamo, nel
fascino della loro scalcinatezza. La differenza sta
nellavere qualcosa da dire, che non siano solo sentimentalismi
e sdolcinatezze damore. Ho molto altro da dire e cerco qualcuno
che mi permetta di dirlo (e di suonarlo) a più gente possibile.
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