«C'ho una laurea e un Mba, ma solo un cheeseburger posso offrire
alla mia lei» canta Max Cosmico, il primo bluesman della «generazione 1000
euro». Per anni si è definito «l’ennesima vittima del precariato e dello
sfruttamento prodotto dalla legge Biagi». Poi ha «alzato la testa» e dal
suo
sito ha iniziato a cantare le frustrazioni dei trentenni come lui,
generazione esclusa dalla stanza dei bottoni. «Mi sento un po' sfruttato, il mio
progetto qual'è?» chiede con la chitarra in mano al suo interlocutore
immaginario che gli risponde per le rime: «Tu vali 1000 euro, mi disBiagi per
te».
Così canta Max, al secolo Massimiliano Colosimo, 33 anni, in tasca una
laurea in Economia (voto:110), oggi consulente di marketing pentito. Dopo anni
di studi e sacrifici, il confronto con il mondo del lavoro è stato infatti
impietoso: «Mai mi sarei immaginato di ritrovarmi a svolgere mansioni in linea
con la mia preparazione ma con uno stipendio di mille (dico 1000) euro al mese.
E con un contratto «Co.Co.Pro.» rinnovato, tale e quale, di anno in anno, senza
altre prospettive».
Così a un certo punto ha deciso di consolarsi tornando
alla sua passione di gioventù: la musica: «Ho incanalato
l’insoddisfazione lavorativa in qualcosa di positivo - racconta Max -. E' stata
paradossalmente l’incentivo ad affrancarmi da questo sistema che mi ha fatto
disinnamorare di questo modo di intendere il lavoro. Piuttosto che essere
sfruttato per 1000 euro al mese e senza certezze sul futuro, preferisco
inseguire i miei sogni artistici, trasformando questi nel “mio lavoro"». Così
Max ha ripreso in mano la chitarra, e si è messo per la prima volta a scrivere
canzoni. Canzoni che parlano di sfruttamento, di ingiustizie, di frustrazioni,
ma anche di spirito di riscossa. «Del resto è lo stesso spirito che animava i
primi bluesman» commenta.
Max le canta a tutti, senza mandarle a dire. A
chi si approfitta degli escamotage che la legge 30 consente, chiede: «Ma il mio
contributo Inps, lo sai quant’è?» e ai «pavidi coetanei», che non hanno il
coraggio di alzare la testa, dice a chiare lettere: «Ti svendi per 1000 euro».
La sua canzone spopola su Internet: su
www.generazione1000euro.com
è già diventata il manifesto di una generazione. Grazie a Youtube il video
del suo singolo, autoprodotto, è stato già visto da centinaia di persone. E
l'mp3, con il tam tam dei navigatori, sta diventando già un tormentone: oltre 4
mila gli streaming su MySpace. Dal web alla radio: il suo «1000 euro blues» è
stato trasmesso prima da alcune emittenti locali e, negli ultimi mesi, anche dal
Trio Medusa su Radio Deejay.
L'esercito di giovani che non può portare a
cena fuori la ragazza, non riesce a fare un mutuo per comprare casa, né a
mettere in cantiere figli, tifa compatta per lui e dice con il mouse: suonala
ancora, Max.